Flavio Caprera JAZZ CONVENTION

 

Lisa Maroni è al secondo round discografico della sua carriera con un lavoro dal doppio significato e dalla duplice personalità. La voce della Maroni non è mai sopra le righe e con la sua calda espressività affronta con equilibrio e facilità dialogica i dieci brani che compongono Intwoition. Qui sono in ballo due culture, quella natia, umbra, e quella passionale, brasiliana. I due aspetti sono fusi tra loro senza alcun apparente stridore e danno al disco una forma che si discosta piacevolmente dagli stilemi tradizionali. Piano e voce creano tra loro un fitto confronto fatto di accelerate, pause, riflessioni, accenni, intrecci di linguaggi e alchemiche mistioni di armonia e melodia. Quest'ultima caratteristica si addice molto a India Caeté na Umbria, pezzo di chiusura del disco ma a sé stante, come struttura, rispetto agli altri brani. Intwoition è declinato al femminile, vive di quella apparente e necessaria fragilità (Il tuo nome è donna) che ne cambia i connotati intimi attraverso la poesia - The Call, Direção do Vento e Song Inside - opppure attraverso il dialogo serrato di Verso e la delicata ballad dedicata alla figlia Anna, attraverso la struggente Lullaby di Petrucciani o la poetica Mas Allá e l'intensa e pianistica Luci (d)al Centro. Il bifronte Intwoition è la speculare immagine di un jazz ai confini della sua essenza, elastico nelle forme interpretative, aperto a sonorità poetiche e musicali di mondi vicini ma diversi.

 

http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1852%3Alisa-maroni-intwoition&catid=2%3Arecensioni&Itemid=11

A proposito di Jazz

 InTwoition secondo Gerlando Gatto


 

Prova assai impegnativa per la cantante umbra Lisa Maroni che si ripresenta al pubblico del jazz, due anni dopo l’uscita di “Auditório Íntimo”, con un nuovo progetto che la vede affiancata unicamente al bravo e sensibile pianista Alessandro Bravo. Quindi una formula – quella del duo- assai pericolosa per qualsivoglia vocalist in quanto mette a nudo, senza possibilità di scappatoie, pregi e difetti dell’artista. E così Lisa ha modo di evidenziare tutte le sue doti: una bella musicalità, eccellente versatilità, una evidente genuinità che la tiene ben lontana da ogni tentazione virtuosistica, buone doti interpretative che ben si coniugano con una particolare attenzione al testo sia che canti in italiano sia che si esprima in portoghese, inglese…o napoletano. Eh sì, perché Lisa presenta un repertorio assai variegato: così ascoltiamo ben cinque brani originali tra cui “The Call” impreziosito dal sorprendente inserimento di una poesia tratta dalle “Elisabeth Bishop Letters”, “Impro – Direçao do Vento” e “Song Inside” in cui si rivolge alla nuova poesia brasiliana musicando versi rispettivamente di Luis Eloi Stein e Ronaldo Novaes. Ma, accanto alle proprie composizioni, Lisa presenta tre omaggi a Pat Metheny, Ralph Towner, Michel Petrucciani per la cui “Lullaby” ha scritto di persona il testo in inglese; ebbene, questi brani vengono riletti con pertinenza ed originalità evidenziando un’ artista davvero matura, ben consapevole dei propri mezzi espressivi e quindi perfettamente in grado di affrontare anche partiture assai conosciute senza tema di subire il confronto. Ovviamente il disco non avrebbe raggiunto gli stesi risultati se, come si accennava in apertura, ad accompagnare la vocalist non ci fosse stato un pianista di tutto rispetto come Alessandro Bravo. Alessandro non si limita a sostenere il canto, ma assume spesso il controllo del discorso musicale proponendo egli stesso spunti armonici e ritmici che consentono alla coppia di improvvisare con grande naturalezza.

 

 

 http://www.online-jazz.net/wp/2013/10/02/i-nostri-cd-a-voce-spiegata/6/

InTwoition - Francesco Peluso su Fedeltà del Suono


 

InTwoition - Jazzitalia

 

Un titolo particolarmente significativo per questo secondo album di Lisa Maroni: inTwoition, una parola macedonia creata dalla fusione tra "intuition" e "two". Termini scelti non a caso, che simboleggiano la condivisione di intuizioni che lega la cantante al pianista Alessandro Bravo che la accompagna in questo viaggio attraverso le emozioni, i luoghi e le culture. Una voce calda quella della Maroni, mai eccessiva, sempre misurata, ma allo stesso tempo ricca di quella capacità espressiva che contraddistingue i grandi artisti. Dieci brani tramite i quali Lisa riesce a descrivere in modo così semplice e intuitivo il suo mondo, le sue radici e le culture che hanno segnato il suo essere donna e artista. Culture apparentemente diverse, come quella umbra e quella brasiliana che si fondono in inTwoition fino a formare un mix inedito.

A fare da filo conduttore al disco la poesia, quella della voce della Maroni, quella inglese di Elisabeth Bishop che ritroviamo in The Call. E ancora quella brasiliana di Luís Elói Stein in Direção do Vento e di Ronaldo Novaes in Song Inside (Canto de dentro). Ma la poesia riecheggia anche nelle note di Michel Petrucciani in Lullaby, musica per la quale qui Lisa Maroni ha scritto il testo in inglese, e in quelle di Pedro Aznar in Mas Allá. Non meno poetici i brani frutto interamente dell'estro armonico e melodico della cantante; Anna, nenia molto dolce che la Maroni dedica alla figlia, Verso, in cui il suo spirito jazzistico dialoga in perfetta armonia con quello del pianista, e Luci (d)al Centro, in cui spicca l'assolo pianistico di Bravo.

Un cd in cui l'armonia e la melodia fanno da padroni, che si conclude con il pezzo forse più innovativo tra i dieci: India Caeté na Umbria. Un brano molto particolare in cui la vena jazz dei due musicisti si intreccia con la "melodia" (anche se definirla così potrebbe essere un azzardo) propria degli antichi rituali magici. Un finale che corona in maniera esemplare il dialogo che, dal primo brano fino all'ultimo, prende vita tra Maroni e Bravo.Un dialogo che è fatto ora di pause e silenzi, ora di battute incalzanti, ora di note dolci e passionali che voce e piano tessono insieme in modo così semplice da sembrare dettato dalla natura. Una giusta intuizione quella di Lisa Maroni che, insieme ad Alessandro Bravo, suo degno compagno di viaggio, è riuscita a dare vita ad un progetto semplice, caldo, emozionante, esattamente come la sua voce.

 

Nina Molica Franco per Jazzitalia

 


 

 

 

RomaInJazz

 


Canzone d’autore o Voce che inventa Canzoni? Meglio: una Voce che canta tutto quel che le appare, d’un fiato, scivolando sulle note, improvvisando ciò che è più imprevedibile. Lisa Maroni “parla” del fascino, del particolare fascino che su una vocalist può esercitare la poesia della Bossa, del Samba Triste, della dizione e del canto postmoderno (“The Call”), del moderato musicale nella sospensione elegiaca di una Partenope stilizzata nella Magna Grecia mistica e omerica “d’o’ munno strano”(“Al tramonto”), nel vento maghrebino e brasileiro di “Intro”, nelle movenze bahiane e latinoamericane di Caetano Veloso e Maria Bethania (“Song Inside”), nell’estetica mossa, commovente, delicata e fragile di Michel Petrucciani (“Lullaby”). Lisa Maroni inventa note flessibili nel bellissimo sognare del primo Pat Metheny, vola alta nei colori intensi e discreti della magnifica fluidità di uno dei più sensibili cantanti contemporanei qual è Pedro Aznar (“Mas Allà”), introduzione india e amazzonica alla fantasia brevissima e improvvisata di “India Caeté na Umbria”, esecuzione senza partitura e movimento costante per un’Intuizione energica e tropicalista. “In due s’intuisce un Terzo Senso”, a noi sembra suggerire il nome dell’album. Nel duo piano-voce sembra esprimersi l’idea equatoriale della sinergia fra due Soggetti Musicali, narrata in un Sentimento del Tempo che guarda attento, come imprescindibile punto di partenza, ad un’avventura umana al di là da finire. Così come per le pagine del cuore di Lisa Maroni e Alessandro Bravo, Jorge Amado, squisito narratore della “brasilidade negra”di Bahia , scrisse: “ Voglio solo raccontare delle Cose, alcune divertenti altre malinconiche, proprio com’è la vita. La vita, che breve navigazione a vista!”.

 

http://www.romainjazz.it/recensioni/1490

 

 

 

Fabrizio Ciccarelli, Roma in Jazz