All About Jazz

 

Etimologie, lingue e dialetti diversi (italiano, portoghese, inglese, napoletano) entrano nella loro musica come un fiume in piena, che prende però forma sempre in maniera gentile, con la giusta calibrazione di timbri e sfumature.

 


 

«Per me le lingue, ancor prima che grammatica, sono musica». È intorno a questa frase, detta a inizio serata, che Lisa Maroni costruisce la sua idea stilistica. La cantante e compositrice umbra ha presentato dal vivo, nello splendido locale in stile marinaro Pequod (sail & music dinner club) di Ostia Lido, il suo nuovo album InTwoition (Koiné-Dodicilune), che dà seguito al precedente Auditório Íntimo del 2010 e segna un passaggio fondamentale del suo percorso artistico. Il repertorio proposto al pubblico del club capitolino si è basato su brani originali e rivisitazioni che hanno tirato in ballo alcuni amori musicali della Maroni, come Michel Petrucciani, Pat Metheny e Ralph Towner. Ad accompagnarla sul palco il pianista Alessandro Bravo, con il quale ha dimostrato di avere un grande feeling, un'affinità importante che dà anche il titolo a questo nuovo progetto, dove la parola "InTwoition" sta per "intuizione a due". Etimologie, lingue e dialetti diversi (italiano, portoghese, inglese, napoletano) entrano nella loro musica come un fiume in piena, che prende però forma sempre in maniera gentile, con la giusta calibrazione di timbri e sfumature. Le melodie dei brani sono lineari e mantengono in maniera coerente un registro di pacatezza formale che le rende comprensibili anche a chi non ha un rapporto stretto con l'idioma jazzistico. Le strutture lasciano non troppo spazio al pianismo di Bravo, il quale con dovizia ribatte le linee melodiche della cantante e trova rari momenti in solo. Del resto è la vocalità l'elemento principale di questo nuovo album, che vira spesso e volentieri verso i lidi della musica brasiliana, dalla quale ne estrae i ritmi, le policromie melodiche e i colori timbrici a tinte forti. Lisa ama esprimersi attraverso lo scat, mantiene una dinamica vocale che sa all'occorrenza sussurrare le parole e introduce i brani spiegandone significati e genesi, cercando di dare al concerto una forma espansa e coinvolgente, nella quale trovano posto letture di poesie, dediche e citazioni. Toccante il momento in cui spiega i significati del brano "Anna" dedicato alla figlia, lì presente e che con altre bambine ha distribuito agli ospiti del Pequod alcuni foglietti con scritte le frasi dei brani proposti; sentita la dedica finale a Petrucciani, del quale reinterpreta "Lullaby" nel finale di concerto; efficace la scelta di ripercorrere in duo "Mas Allà" di Pat Metheny. Si è trattato, nel suo insieme, di una performance riuscita, nella quale la musica e le parole si sono scambiate umori e significati, in un continuo rimando di intuizioni e fantasia espressiva.

Roberto Paviglianiti, All About Jazz