Canto Yoga

 
Agli uccelli hai donato il canto e loro te lo rioffrono in
cambio, a me hai donato soltanto la voce ma tu chiedi di
più ed io canterò
 
Gitanjali, Rabindranath Tagore
 
 
 
Il respiro è cuore sia della pratica vocale che di quella yogica. In modo particolare, nello Yoga trasmesso da Krishnamacharya e portato avanti da suo figlio TKV Desikachar, è il respiro che muove, fa spazio, dona energia,pulisce, apre e dà vita non solo alle posizioni dello Yoga,ma alle relazioni, al nostro modo creativo e unico di stare nel mondo. Il respiro che fluisce con stabilità e gentile potenza ci permette quella progressiva maggiore chiarezza, frutto di una mente che passo passo placa i suoi vortici di pensieri per lasciare affiorare un qualcosa o un qualcuno speciale e unico per ognuno di noi. Il respiro (praṇa nello Yoga) è la materia prima del Canto , quell’intangibile che diventa tangibile attraverso il suono, il canto, la parola.
 
Nello Yoga di Krishnamacharya e Desikachar grande rilievo è dato al canto. In questo lignaggio si fa uso in modo particolare del Canto Vedico e non solo. I Veda sono una vasta collezione di inni ascoltati da antichi saggi (uomini e donne) in uno stato di profonda presenza (meditazione) e tramandati oralmente per lunghissimo tempo. Il confine tra storia e mito qui si fa molto poroso e lo scopo dello Yoga e del Canto non è tanto la documentabilità storica o meno quanto quello di poter usare dei mezzi per ridurre progressivamente la nostra non-presenza, i nostri vortici di pensiero, il nostro respiro affannoso, e fare spazio per
qualcos’altro.
 
Krishnamacharya era solito dire che lo Yoga ( così come il canto vedico) è un dono dell’India antica all’Umanità, intendendo con questo che lo Yoga ( come il Canto Vedico) non è confinato ad una cultura specifica, né ad un credo religioso, né ad un’epoca. Lo Yoga deve adattarsi all’individuo e non il contrario (Krishnamacharya). Ecco perché anche molti altri suoni e canti che stabiliscono un rapporto di contatto autentico, benefico , sattvico (diremmo in lingua yogica) vengono accolti e usati in maniera individuale, attenta alla persona. Poiché tutti possiamo respirare, tutti possiamo fare Yoga e Cantare, entrando in risonanza con il respiro e la voce.